Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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gih gli erano presso due miglia: 1' oste dei quali te-

neva pili iV otto miglia, quanto per i fuochi o per lo

fumo si poteva vedere. Adunque Cesare, come io dissi,

sorpreso per la moltitudine e per la fama della pro-

dezza di quegli , come savio e insieme magnanimo

deliberò di indugiare la battaglia, e di provare con

continui assalti, che prodezza e che animo avessono

i suoi nimici. E dappoi eh' elio ebbe assai veduto, de-

liberò di tentare la fortuna con la battaglia ; e me-

nata una fossa intorno, acciò che elio non fosse cir-

condato dalla moltitudine, la quale sola elio temeva

acciò che non si combattesse , se non dinanzi. Pose

a guardia del campo le due legioni scritte di nuovo,

perchè non si fidava di sua prodezza non provata an-

cora, e nientemeno, se bisognasse, elle soccorressino :

ed elio dinanzi al campo con tutta la sua gente or-

dinò le schiere. E così innanzi aveano fatto i nimici.

Una cosa era quella, che indugiava la battaglia, ciò

era che tra i due osti era una piccola palude. E cia-

scheduna delle parti aspettava , che 1' altra passasse,

acciò che quelli prima fossono assaliti, i quali en-

trassino in rio luogo. Ma ciascheduna parte indugiava

quello, che 1' altra sperava, acciò che la temerità co-

minciasse prima da' nimici. E in questo mezzo me-

schiandosi insieme la gente , ed essendo dalla parte

di sopra la cavalleria de' Romani , la quale Cesare

avea lasciato a difesa del campo, elio fu contento di

ridursi nel campo. I nimici, poiché vidono che indarno

egli aspettavano il passare de' Romani, sforzaronsi di

passare il fiume, acciò che, se egli potessino, piglias-

sino il castello, dove era a guardia Titurio, e acciò

che egli roiiipessono il ponte, e guastassono le vicine

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