Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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viiicn ogni cosa, l Romani avevano falci di soperchia

j-randezza, le quali con uno artificioso sospignere egli

buttavano alle sarte dei nimici, e, menate le navi in

contrario, le sarte erano tagliate come dal taglio di

uno rasoio, e le antenne e i corredi, che erano alti,

cadevano e iinpacciavangli nelle sue navi, le quali egli

adornavano e prima difendevano ; e così restava a

combattere con gli uomini e non con le navi , nella

quale battaglia era avvantaggiata la parte de' Ro-

mani ; e Cesare , il quale stava a vedere , gli faceva

animosi. Perchè ogni cosa si faceva in sua presenza

e dell'oste, il quale stava su per le montagne che

erano presso al lido , nel quale oste erano molti e

grandi giudici, e tutti conoscenti e amici de' combat-

titori, nella presenza de' quali né la virtù né la viltà

poteva essere nascosta. E così forti uomini, stimolati

per sua natura e per questa veduta , valentemente

combattevano , sicché in breve spazio rotta la perti-

nacia dei nimici, commisero la speranza della sua salute

al fuggire ed ai venti. Ai quali come egli volsono le

vele, quasi come temendo i Romani incontanente ta-

cerono , e stando cheto il mare , lasciate le navi le

quali erano mosse da quegli, subito riposo fu nell' ac-

qua e neir aere sì , che ogni cosa stava senza movi-

mento. I Romani perseguendo dalla quarta ora del di

fino al riporre del sole non cessarono punto percuo-

tere e mettere fuoco, e già quasi tutte arse o vinte,

alcune scamparono sopravvenendo la notte. E in questa

battaglia perirono non solamente i giovani , ma

eziandio i vecchi. Adunque perduti gli uomini e le

navi e ancora perduta ogni speranza , quegli che re-

stavano coiiimisono sé e le sue cose alla signoria e

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