Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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sentiti, uccidendo coniinciò il rumore. I niniici spau-

riti dal subito danno, lasciata la difesa dell' altra

parte del campo, fuggirono. La gente de' Romani se-

guirono quegli per le campagne tagliandogli , sicché

de' cinquantamila ricolti per Aquitania e Cantabria

appena rimasono vivi la quarta parte. La quale paura

sparta, grandissima parte de' popoli d' intorno si ap-

presentò ad obbedienza, e avrebbono fatto tutti così,

se la speranza della presente freddura non avesse in-

dugiato il fatto. Queste cose faceva Cesare per i suoi

legati in Gallia ; ed elio partito dai Veneti era an-

dato ai Menapii ed ai Merini, i quali abitano in quel

paese posto nella estremità della terra, secondo che

dice Virgilio, perchè questi due non avevano mandati

ambasciatori a Cesare ed erano apparecchiati a guerra.

E benché lo inverno venisse, sperando che bisognasse

poco tempo, cominciò la guerra contro questi. Ed era

altra cagione di questa guerra, che non era creduta.

Perchè udendo quegli le grandi e spesse vittorie dei

Romani, non pensavano difendersi con le armi, ma

stare nascosti. Perciò avevano nascosto sé e le sue

cose in paludi e in selve , appresso delle quali po-

nendo il campo i Romani, subitamente quegli uscendo

fuori , come se egli uscissono dallo inferno , per di-

verse vie e discordevoli romori gli assalirono trovandoli

sparti e occupati a porre il campo. I Romani

non pigramente , lasciata 1' opera e prese le armi

feciono resistenza e ridussongli nelle selve, alcuni

pochi de' Romani perduti intra gli spini, e molti dei

nimici rimanendo morti. E dappoi Cesare diede opera

di fare tagliare del legname de' boschi, e a difesa

de' suoi faceva fare intorno a modo d' uno palancato,

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