Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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appresso di lui erano ambasciatori d' altri popoli di

Gallia, e in prima degli IJbii, amici del popolo di

Roma, i quali si lamentavano della violenza degli

Svevi e domandavano aiutorio : e che egli possono

adagiarsi con loro , infino eh' elio avesse spacciati

quegli. E che elio comanderà ai Svevi , che non gli

facciano alcuna offesa. Gli ambasciatori risposono che

egli porterebbono la risposta ai suol, e che dopo tre

dì ritornerebbono, e domandarono che in questo mezzo

elio non movesse il campo. Cesare sentì lo inganno ;

perchè seppe che egli avevano mandato oltre il fiume

Mosa grande parte della sua gente per vettovaglia,

la quale egli aspettavano in questo spazio di tempo.

E perciò elio non volle fare quello , che egli doman-

davano e fecesi innanzi ; ed essendo già presso dodici

miglia da quei barbari , gli ambasciatori gli vennono

incontro domandando con più instanza questo mede-

simo, e negando elio di fare questo, ancora da capo

domandarono , che elio comandasse ai suoi corritori

i quali andavano innanzi , che egli non facessono

danno , fino eh' egli mandassono ambasciatori a que-

gli, i quali elio dicesse essere in una medesima con-

dizione con gli Svevi, acciocché, fatta lega con que-

gli , insieme usassono il consiglio di Cesare. A cer-

care e fermare questo con gli Ubii era bisogno ezian-

dio spazio di tre di. Cesare intese che anche questa

dimanda era fatta a quel fine, che la prima, e rispose

che in quello dì elio non si farebbe innanzi più che

quattro miglia ; e che il di seguente fossono in quello

luogo alcuni, con i quali elio potesse deliberare della

sua domanda. E nientemeno comandò ai cavalieri che

erano andati innanzi, che egli non assaliscano i ni-

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