Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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tere essere sicuri. Clio olio non dubitasse avere navi

a p issare. E Cesare per queste cagioni e forse per

altre desiderava passare , ma passare con navi non

gli pareva assai sicuro, e a lui e al popolo di Roma

non pareva assai onorevole , e perciò aveva posto

r animo a fare un ponte, benché il correre del fiume

e la profondità e 1' ampiezza importasse grandissima

fatica a farlo. Ma niente è faticoso a chi vuole. Elio

dispose e fermò sì , o passare con uno ponte o non

passare per altro modo, e la industria del faticosis-

simo e ardentissimo capitano e la forte fatica del-

l' obbedientissimo oste vinse ogni sospetto. Adunque

in breve tempo fatto il ponte con meravigliosa arte,

menò oltre le armate legioni e (secondo che è scritto)

elio fu il primo de' Romani che oltre il Reno assalì

i Germanici e diedegli le più grandi sconfitte. Ma io

vo dietro all' ordine. Lasciata fortissima scorta da

ciascheduna parte del ponte, il primo assalto dopo il

passaggio del Reno fu contro i Sicambri, i quali su-

perbamente avevano prescritto che il Reno era il con-

fino dell' imperio di Roma. E andando verso quegli,

gli vennono incontro ambasciatori di molte terre , i

(|uali addomandavano amistade e pace, ai quali tutti

Cesare rispondendo Ijenignamente domandò sfatichi.

I Sicambri più animosi in parole che in fatti, com' è

la maggior parte degli uomini , incontanente udito

che il ponte era cominciato per consiglio e per con-

forto di alcuni, i quali meglio conoscevano la virtù

de' Romani, lasciate le cittadi con tutta la loro roba,

fuggirono in selve e in luoghi disabitati. Cesare , il

quale aveva innanzi provato che questo era faticoso

guerreggiare, e che in q esto era più tedio che pe-

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