Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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ricolo, deliberò di non consumare il tempo disutil-

mente. Adiin({ue guastate le terre e le cose de' nimici,

come si potè con ferro e con fuoco, passò dai nimici

agli Ubii amici, aspettato e desiderato da quegli. E

dimorando appresso di quegli seppe la intenzione e la

deliberazione degli Svevi. E queste erano così fatte :

Inteso il passare dei Romani, la fama della cui virtù

già avea ripieno ogni cosa, mandarono d' ogni intorno

messi a tutti quegli, che erano di sua gente. A tutti

facevano uno comandamento, che egli lascino le cit-

tadi e le castella, e ascondano le mogli e i figliuoli

con ogni cosa, eh' egli hanno cara, in selve, le quali

egli avevano molto grandi; e tutti gli uomini d' arme

in uno certo luogo in mezzo di Svevia, di tutta la

regione d' ogni parte s' adunino, e in quello luogo

aspettino Cesare e con lui combattano. Ma Cesare

non so per che cagione, ma penso che sì fatto uomo

non voleva alcuna cosa senza certa ragione , fu con-

tento nella presente venula avere liberato dall' assedio

gli Ubii, e avere mostrato per effetto ai Germanici,

che per lo passo del Reno i Romani né per paura

né per fatica non si possano ritenere, che egli non

diano aiutorio agli amici , e che egli non si vendi-

chino de' nimici. E non stette in Germania se non

diciotto dì, e tornò in Gallia, e ruppe dietro da sé

il ponte, acciò che non fosse rotto dai nimici.

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