Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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ed egli si studiavano conformare sé e le sue cittadi

alla volontà di Cesare. La fretta poco meno m' ha

tolto di mente uno uomo, il quale la sua virtù e la

fama mi riducono a memoria. Questo è Marco Cesio

Sceva, cavaliere di Cesare, il quale, in questo arrivare

all' isola detto dinanzi, vedendo uno scoglio presso al

lido pieno di brigate di nimici, solamente con quattro

compagni in piccola barca passò di là , e con quegli

pochi assali la moltitudine di quegli barbari. E non

negando lo ricesso dell' acqua il passo per quello poco

spazio, che era tra l' isola e lo scoglio, e perciò molti

di quei barbari venissono in aiutorio ai suoi, essendo

con giusta cagione spauriti i quattro e avendo get-

tate ovvero forse lasciate le lancie al compagno che

gli pregava, solo Sceva stette fermo contro i nimici,

ed elio solo lanciò contro i nimici con la sua le lancie

di cinque, e ninna andò indarno; e finalmente aven-

dole tutte investite , con la spada ignuda ricevendo

quegli i quali gli venivano addosso , abbattendo qualunque

se gli appressava , mo con la spada , mo con

lo scudo , per lungo spazio fece meravigliare 1' una

parte e 1' altra, e converti la faccia e gli occhi di

tanta moltitudine, che combatteva, a sé solo. E già

r ira e la vergogna de' nimici convertita in furore

finalmente soperchiò si lui, il quale non era uno uomo

armato, ma una forte torre ; e avendo già passato il

fianco di una gran lancia, e il volto rotto con un

sasso , e avendo rotto il grave scudo e 1' elmo per

forza delle bòtte, la spada e le lancie non perdute,

ma investite, come ^è detto, quasi già disarmato, grave

ancora per la pesante panciera, si gittò in acqua.

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