Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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fu creduto per ogni uomo, grande moltitudine di gente

da piede e da cavallo corse al campo de' Romani.

Contro i quali Cesare mise fuori le sue legioni ordi-

nate a sciiiere. e vincitore della battaglia perseguendo

quegli tutti gli disperse, moltissimi ne furono morti,

e , messo fuoco per lo paese, tornò al campo. Dappoi

vennono ambasciadori de' nimici a domandare perdo-

nanza e pace, dai quali Cesare per la sua malvagitii

volle due cotanti statichi e fecegli menare in Gallia,

dove elio tornò con prospero navigare. Due di tutte

le navi furono menate dal vento ad altro lido. Delle

quali usciti trecento venendo al campo de' Romani,

alcuni chiamati Merini, i quali Cesare pensava avere

ridotti a sé, non tanto per odio, quanto per isperanza

di rubare, per lo cammino assaliscono questi e coman-

dano, che, se egli non vogliono morire , mettano giù

le armi. I Romani raccolti in circuito e apparecchian-

dosi a difesa, fu levato il rumore, al quale trassono

circa sei mila uomini, ai quali tutti quattro ore e più

quelli pochi Romani feciono resistenza , e per poche

ferite uccisono molti di quegli. E sentendo la cosa

Cesare , che non era molto da lungi , corse per dare

aiutorio a' suoi, la qual cosa veduta, i nimici conver-

titi in fuga furono morti in grande parte. Il di se-

guente mandò contro i Merini, i quali si ribellavano,

Labieno con le legioni , che erano tornate con lui

d' Inghilterra ; i quali Merini per la secchezza del

tempo avevano perduto il solito ricettò del padule, e

per questo quasi tutti tornarono ad obbedienza. E Ti-

turio Sabino e Aruncoleio Cotta, altri legati, mandati

contro i Menapii, non trovati i nimici , i quali erano

ascosi nelle selve , avendo arse le sue case e guasto

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