Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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era più atto a passare die da alcuno altro. ìid elio

innanzi ad ogni cosa deliberò andare ai Treveri, per-

chè elio avea notato che egli non erano venuti a par-

lamento e non avevano proff^'to obbedienza. Ancora

era nominanza che egli stimolavano i Germanici, per-

chè la sua terra era presso al Reno ed era più pos-

sente di tutte le terre di Gallia, specialmente di gente

da cavallo. Erano in quella, secondo usanza, due parti,

le quali combattevano di possanza intra se. I nomi

dei quali erano Indiciomaro e Cingetorige. Il primo,

udita la venuta della gente da piedi e da cavallo del

capitano de' Romani, con quella grande possanza che

elio poteva, apparecchiava tutte le cose atte a batta-

glia con somma sollecitudine ; e nascose 1' altra gente

debole, come s'erano fanciulli e femmine, con tutte

le sue cose, nella selva Arduenna grande e spessa,

acciò che spacciato da altri pensieri attendesse alla

guerra. L' altro pel contrario , come suole avvenire

deliberatamente, come Cesare entrò nel paese, pronto

air obbedienza gli si presentò. Il quale molti seguendo

per amore ( perchè elio era amato dal popolo ) e per

paura dell' oste de' Romani, Indiciomaro conobbe che

elio era beffato e che elio leggermente potrel)be essere

abbandonato da tutti. Adunque non mutato d' animo,

ma di consiglio, per messi si scusò a Cesare che al

cominciamento non era venuto a lui, perchè, se con

gli altri signori insieme elio fosse partito , il popolo

per ignoranza potrebbe essere ingannato e per ria deliberazione

mancare all' obbedienza de' Romani. Ma

che la città era in sua mano, e che, se elio il coman-

dava , apparecchiato era umilmente al suo comando.

Benché Cesare conoscesse onde procedevano questi .

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