Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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aveva disposto menare seco piuttosto che gli altri

perchè elio s' era accorto che di costui era grande

opinione appresso ai suoi, e verso i Romani elio aveva

pessima volontade, sicché (come di sopra è detto) al-

cuna volta pensò di farlo morire. E a queste cose era

manifesto che elio si vantava tra i suoi che Cesare

gli aveva dato il reggimento della sua patria ; la quale

superbia i suoi cittadini portavano con rio animo, ma

per paura della sua possanza non ardivano lamentarsi

a Cesare. Per queste cagioni elio non giudicava il

meglio lasciarlo dietro da sé, come uomo intrattabile

e per natura sempre intento a novitadi e di rio animo.

Colui per lo contrario contrastava di andare, e sfor-

zandosi pregava , mischiando con preghi deboli ra-

gioni, come il fastidio del mare, il quale non poteva

esser grande in si piccolo spazio, e ancora diceva che

per suo voto non gli era lecito navigare. Cesare, il

quale non guardava meno 1' animo di colui favellante

che il volto , costantissimamente negò la domanda di

colui, la quale non era giusta. Quello sdegnato andava

intorno e spauriva i principi dicendo che per ninno

modo egli" seguano Cesare : perchè scaltritamente Ce-

sare faceva questo, acciocché spogliata la Gallia dei

suoi principi più leggermente pigliasse il giogo della

servitù de' Romani ; e per questo gli voleva menare

seco, non perch' elio n' abbia bisogno, ma perchè me-

natigli oltre mare elio gli ucciderà, la qual cosa elio

non ardirebbe fare di qua. Queste parole movevano i

meno fermi animi, sicché elio astrinse alcuni per sa-

cramento di fare quello che fosse utile alla comune

patria, e di non obbedire in tutte le cose ai Romani,

come alla signoria degli dei. Niente di queste cose

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