Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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Quegli venendo incontro ai veduti nimici alla ripa del

fiume d' alto luogo gli assalirono, e furono rotti dalla

gente di Cesare e fuggirono nelle selve. E in quelle

feciono uno luogo più forte con lo legname, benché

elio fosse forte per natura. Eppure la settima legione

entrò dentro da quello luogo, e come fiere gli cacciò

dalle tane ; e volendogli perseguire più da lungi, per-

chè non sapevano i luoghi, Cesare il vietò. E in que-

sto luogo un' altra fortuna assalì le navi de' Romani,

sicché il mare oceano pareva sdegnarsi e irarsi al

postutto come dispregiato da gente del mediterraneo,

e come l' ira del cielo volesse ancora rimuovere la

pertinacia terrena. Perchè non solamente ella fu u-

guale fortuna a quella dell' anno passato, ma ella la

passò. La qual cosa come fu significata a Cesare per

Quinto Atrio, il quale era sopra 1' armata, inconta-

nente fece tornare indietro le legioni, eh' elio aveva

mandate a perseguire i nimici ; e lasciato ogni altro

pensiero , mise tutto 1' animo a riparare 1' armata

acciò che con la sua continua sollecitudine di di e di

notte e con la fatica sua elio sovvenisse allo ricevuto

danno. E prima a sovvenire alle navi , e a chiuderle

con il campo sotto uno circuito, mise lo spazio di

dieci dì , acciò che in questo mezzo né dal mare , né

da' nimici sostenessono alcuno danno. E dappoi a ri-

parare quelle non solamente affaticò, per quanto si

potè, i maestri, che seguivano 1' oste, ma elio mandò

per essi in Gallia. E non si potè fare per sua solle-

citudine, né per industria de' ministri, che non man-

cassono quaranta navi, che non si poterono riparare.

Così la natura vinceva quello che vinceva gli uomini.

Ancora elio scrisse a Labieno . il quale elio aveva

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