Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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rione ; e venuti al campo, i Romani uscirono fuori e

uccisonne molti , e presono uno de quattro chiamato

per nome Logotorige ; e fatto questo, salvi tornarono

al campo. Por la quale vittoria , e spezialmente per-

chè molte e molte cittadi s' arrenderono , Casivelano

spaurito e disfidatosi della guerra domandò pace , e

proferse d' arrendersi, e per Comio Atrebate, il quale

elio annumerava tra gli amici e Cesare tra i fidati

impetrò perdonanza. E poiché Cesare aveva intenzione

di fare 1' inverno in Gallia , e già era quasi il fine

della state, la quale là è molto più breve che qua.

non udi malvolentieri la menzione della pace , acciò

che nello inverno non istesse intra 1' isola. Essendo

contento di avere vinto i re e di avere preso l' isola

e di averla fatta tributaria, impose un annuo tributo

e comandò gli statichi. E , come ornatamente dice

Floro, elio non studiava d' avere provincie, ma nomi-

nanza. In tutte cose fu obbedito. E comandò espres-

samente a Dedico, che in ninna cosa sia fatto ingiuria

ai Londresi e agli altri che si erano arrenduti ai Ro-

mani, e innanzi agli altri a Mandubracio, al quale era

stato morto il padre. Compiute queste cose, elio tornò

al lido ed all' armata , e trovando le navi racconcie

coni' elio aveva comandato, entrò in nave con 1' oste

e con grande moltitudine di prigioni , i quali erano

stati presi nelle prossime battaglie. Ed essendo par-

tito dal lido nella seconda ora della notte , il dì se-

guente per tempo, con prospero navigare, con tutti

i suoi salvo venne al lido di Gallia , quasi come il

mare oceano s' allegrasse della partita , come della

venuta s' era crucciato, o veramente, come dice Floro,

perchè elio confessasse sé insufficiente alla battaglia

ed essere vinto da Cesare.

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