Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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che ella soleva, ma un' altra soggetta a non so che

strano signore , e che ella è povera di gloria e di

cavalleria ; che i Germanici nel passare del Reno e

nel fuggire di Ariovisto e nelhx morte e nelle molte

vittorie de' Romani hanno fatto un concetto di ver-

gogna che non si possa purgare ; che ninno ha in

animo di portare la servitù ; che finalmente non gli

pareva che senza grande cagione Ambiorige dia questo

consiglio ; ancora, come eh' elio abbia fatto 1' animo,

il suo consiglio è sicuro : che nella indugia può essere

alcuno pericolo d' essere assaliti o assediati, ma

nella partita non può essere alcuno pericolo ; poi-

ché se niente è di dubbio, che egli vadano per sicura

via alla prossima legione, e per questo non porteranno

alcuno disagio, se non d' una piccola via : e se, come

era sua opinione, fosse da temere d' alcuna cosa, non

era alcuno rimedio se non nella prestezza ; e cosi cer-

tamente il partale non è disutile o elio è molto utile,

e la stanza o è nociva per lo presente pericolo, o per

lo futuro. Contro queste parole Cotta e gli altri va-

lenti uomini aspramente contrastavano. E però , cre-

scendo la discordia, Titurio sdegnato gridò contro il

compagno, sicch' elio fu udito da tutti, e disse: Ab-

biate vittoria, se voi avete così in animo. Io non sono

quello , che tema più la morte , che tutti voi. Ma , e

mostrógli i cavalieri , se alcuna cosa di sinistro av-

verrà, questi ti addomanderanno la ragione , i quali

se tu gli lasci fare, domani congiunti a' suoi compagni

averanno liberato sé dal pericolo, e per la sua andata

averanno fatto quegli più sicuri. Altrimenti dispartiti

da' suoi staranno sotto il pericolo o di fame o di bat-

taglia. In questo mezzo si finisce il consiglio. I cava-

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