Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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sua oiìinionn , tacili sospottavano elio vi l'osse sotto

alcuno inganno. Il nimico traditore , il quale inf3ovi-

nava per lo veggi) iaro della notte e per lo confuso

mormorare dell' oste che egli dovessono cavalcare la

mattina, e non dubitava per qual parte egli dovessono

andare, cioè alla legione che gli era appresso, aspet-

tava quegli in luogo dove gli pareva. Di lungi dal

campo per ispazio di due miglia nel mezzo della via

era una valle boscosa e oscura: in quella elio aveva

posto r agguato. Come la gente de' Romani fu di-

scesa in quella valle, i nimici uscirono fuori dinanzi

e di dietro , sicché ai primi non era lecito andare

innanzi, e agli ultimi non era lecito tornare indietro.

E così si cominciò la battaglia in malvagissimo luogo;

e perchè naturalmente è trovato che i non preveduti

pericoli sogliono più abbattere gli animi , Titurio , il

quale s' aveva fatto a credere che ogni cosa era si-

cura, cominciò a temere e a smenticarsi ogni arte di

combattere, e il suo compagno per contrario, il quale

aveva innanzi veduto che questo gli potesse avvenire

e però aveva disconfortata questa andata , usando

tutto quello bene insieme che fare può capitano e

cavaliere , combattendo insieme e confortando niente

lasciò a fare di quelle cose, che appartenessono alla

salute de' suoi cavalieri. Il nimico , il quale sapeva

per esperienza che i suoi non erano pari ai Romani

in luogo stretto, comandò che egli feriscano i nimici

da lungi, e che egli non gli si appressino e che non

combattano con loro manescamente ; e se egli gli

soperchiano che egli un poco si cessino ; e se i Ro-

mani si cessano , che egli gì' incalcino. E il luogo

aiutava il consiglio del capitano. E combatterono dalla

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