Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

campo, nel subito venire do'niiuici farono presi. (Quegli

tenendo questo per arra di vittoria, con grande fu-

rore assalirono il campo. I Romani occupati infino alla

notte alla difesa, levarono intorno al campo cento

venti torri di quello legname che innanzi egli avevano

condotto, e si tosto, che la mattina i nimici stavano

smarriti per meraviglia , e non gli pareva vedere

opera umana, ma contro natura. Dappoi molti dì com-

batterono continuamente da una parte a difesa del

campo, e dall' altra per offendere, e combatterono da

ciascuna parte con molta fermezza d' animo ; i Gallici

pensavano che qui fosse riposta la speranza di per-

petua vittoria; i Romani conoscevano il pericolo, e però

non lasciavano alcuna cosa di quello che bisognava ,

facendo la notte quello che mancava al di , sicché

quasi non dormivano punto ; e non solamente gli altri,

ma il suo capitano, alla cui debolezza i cavalieri ave-

vano compassione, e sempre ricusando inducevanlo a

riposarsi. Elio già il primo dì dello assedio si sforzò

di fare a sapere a Cesare quelle novelle e lo stato

in che elio era , ma era stato indarno, perchè le vie

erano guardate e i messi erano stati presi. E fu ten-

tato ancora con questi quello , che poco innanzi era

avvenuto agli altri, cioè che i Romani avessono a me-

moria il caso che poco innanzi era stato de' suoi com-

pagni, facendogli paura che tutta la Gallia era contro

a loro e anche 1' aiutorio dei Germanici, e perciò ogni

volta che egli volevano partirsi, sicuri si partissono ;

dicendo che egli non hanno in odio i Romani né Ci-

cerone, e certamente non gli grava alcuna altra cosa

della signoria de' Romani , se non questa importuna

usanza della invernata, la quale tolta via, tutte 1' altre

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