Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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cose leggermente s' accorderebbono ; e perciò egli

hanno licenza e sicurtà di partirsi. A questo Cicerone

rispose molto diversamente da Titurio, e disse che i

Rouiani non hanno per usanza di ricevere pace dai

nimici armati ; ma

se egli mettono giù l' armi e man-

dano ambasciatori a Cesare, potrà essere che egli ot-

terranno da lui quello che egli domandano, e che elio

pregherà il suo capitano acciò che e^li abbiano sua

intenzione, e ch'i elio non si diffida trovare lui inchi-

nevole a giusti prieghi. Adunque perduta la speranza

d' ingannare, tutta la sua sollecitudine si mutò alla

forza ; e quanta moltitudine di nimici concorresse a

vincere una legione è manifesto per questo , che in

tre ore non compiute le munizioni compresono il cir-

cuito di quindici miglia ; e fatte le torri ne' suoi luo-

ghi, e fornite degli strumenti da battaglia ; nelle quali

cose egli erano stati ammaestrati da' Romani negli

anni passati , e mo erano aiutati col consiglio e col-

r opera da alcuni presi de' Romani. Molti dì durò lo

assedio, e uno dì a caso messo il fuoco nel secco

campo, per grandi venti ardendo dentro ogni cosa, il

fatto era venuto a estremo pericolo. E tanta fu la

virtù dei cavalieri romani, che, essendo percossi dalla

moltitudine delle lancie e dal fuoco arrostiti e mezzi

arsi, e le sue fortune tutte fossono consumate per

lo incendio, mai niuno per uno batter d' occhio si

volse indietro da quello, o cessò per uno momento di

tempo dalla sua difesa. E benché quello dì fosse gra-

vissimo ai Romani, in niente fu più leggiero ai Gal-

lici, essendone molti morti e feriti, sicché quegli den-

tro, lasciato il luogo dove egli difendevano, invita-

vano i nimici con parole e con cenni a entrare nel

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