Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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mici , tornarono ai suoi , e ancora rimase in dubbio

quale di questi fosse di più valore. E quanto dappoi

lo assedio era più duro e menomava i cavalieri dentro

per le ferite, e menomavano i difenditori e crescevano

i nimici, tanto Cicerone pensava più attentamente fare

a sapere a Cesare lo stato nel quale elio era, perchè

alcuni de' messi , eh' elio mandava , erano stati presi

da' nimici e con duri tormenti fatti morire, gli altri

orano spauriti. Finalmente fu trovato uno servo gal-

lico, al quale fu promesso libertà e grandi doni (per-

chè elio era gallico non fu sospetto ai Gallici) e portò

nascosta nella lancia la lettera a Cesare. Il quale in-

teso come le cose stavano pensando che non fosse da

aspettare tutta la sua gente, acciò che la indugia non

portasse pericolo , chiamati quelli che erano presso ,

deliberò eh' era meglio soccorrere tosto con pochi, che

tardi con molti. E vennono a lui tutti quegli , per li

quali elio aveva mandato. Scrisse a Labieno, che, se

elio potesse comodamente per la repubblica, elio ve-

nisse a lui. Quegli rispose che per la morte di quella

legione e de' due legati gli animi de' nimici erano

mutati, e che tutta la possanza de' Treveri era sotto

r armi in ispazio di tre miglia : e che se elio si par-

tisse in quello stato, non parrebbe che elio cavalcasse,

ma eh' elio fuggisse , e che il suo andare non era

senza pericolo. Cesare, benché elio fosse ridotto con

pochi , nientemeno elio confermò il consiglio di La-

bieno, e andando ai nimici, seppe per lo cammino, in

quanto pericolo appresso Cicerone la cosa era. E sol-

lecito del fatto lusingò un cavaliere gallico con grandi

promissioni, che portasse a Cicerone sue lettere, e,

se elio non potesse entrare nel campo , che elio con

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