Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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sanilo che la indugia era più sicura, e p^se il campo

in luogo convenevole com' elio potè più stretto, acciò

che elio desse cagione a' nimici di dispregiare che

egli Tossono pochi. E veramente egli erano pochi,

appena sette mila , ma erano uomini , e , lasciati gli

arnesi , parevano anche meno , e questo era fatto ad

arte acciò che paressono molto meno. E finalmente

in tanto egli erano disprezzati dai nimici, che la mat-

tina seguente egli gli assalirono al campo. Cesare

provò in prima un poco i corridori, e mostrando molta

paura faceva ritrarre i suoi al campo e richiudere le

porte e da ogni parte fortificare il campo. Ed era di

tanto e sì costante animo, che niente elio temeva di

tanta moltitudine di nimici, se non eh' egli si ritraes-

sono da combattere. Finalmente tutti desideravano

ed elio solo temeva che i nimici fuggissono. I nimici

guardando quello che facevano i Romani, e pensando

oh' egli avessono grande paura , discesono dal luogo

più alto dov' egli erano ,

e passato oltre uno fiume

il quale era intra quegli e i Romani, stimolandogli

il furore dell' animo, ordinarono la gente in disconcio

luogo, e assalirono il campo prima con le lancio, poi

con le mani ; ed era in tanto cresciuto il dispregio,

che egli mandavano i trombatori intorno al campo, i

quali bandissono che ai Gallici e ai Romani era le-

cito infino a terza andare senza pericolo 1' uno dal-

l' altro, e dietro quell' ora non era lecito. Cesare ve-

dendo che ogni cosa era dalla parte de' nimici cosi

come elio desiderava, fatto il segno, subito uscì del

campo , e assalì con i suoi pochi dispregiati quegli

molti superbi, i quali per miracolo si meravigliavano

eh' elio fosse uscito fuori. Tutti gli mise in fuga e

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