Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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presente . ina in ogni tempo era di bisogno alla re-

pubblica (lare a intendere a Gallia e al mondo la pos-

sanza d' Italia essere tanta, che poteva rifare i danni

ricevati per le battaglie non solo, ma ancora si potè-

vano duplicare le genti ; la qual cosa allora elio fece

manifesta per la brevità del tempo e per la moltitu-

dine della gente. E per la morte d' Indiciomaro non

stette quieta la ribellione de' Gallici. I suoi parenti

successori del suo proposito , come egli erano della

signoria, stimolavano molti, e tutti quelli che pote-

vano si accompagnavano ad Ambiorige già odioso ai

Romani per lo suo delitto. Sentendo Cesare che i

Senoni erano collegati con i Carnuti, e che i Germa-

nici erano sollecitati alla guerra dai Treveri, e che

molti popoli erano già all' arme, e che ogni cosa bol-

liva di tumulti , pensò che non era tempo da indu-

giare ; e innanzi la line del verno e innanzi che al-

cuno il pensasse, non proveduto assali il terreno dei

nimici, e non lasciando a quegli alcuno spazio di de-

liberare di raunarsi insieme, ampiamente guastò ogni

cosa, e, promessa la preda ai cavalieri, ricevè molti

de' nimici a patti, dando statichi : e nientemeno tornò

al luogo della vernata, come niente elio avesse fatto.

E dappoi al cominciamento di primavera elio comandò

il parlamento in Gallia. Al quale venne ogni uomo,

salvo i Treveri e i Senoni e i Carnuti. Elio ritenendo

la contumacia di quegli per una arra di guerra, acciò

che elio non paresse dispregiare il fatto, ancora or-

dinò il parlamento a Lucezia di Parigi. Questi sono

vicini ai Senoni, E dappoi andò ai Senoni sì subito,

eh' egli non ebbono spazio di fuggire, né di difendersi,

e riconoscendosi egli e domandando perdonanza per

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