Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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ambasciatori. Cesare mosso da' preghi degli Edui gli

ricevè , dando quegli cento statichi , i quali furono

dati a conservare agli Rdui. I Carnuti seguendo lo

esempio d' arrendersi e mandarono gli statichi , e al

prego de' Remi gli fu perdonato. Cosi nell' animo dei

Gallici la paura e 1' odio combattevano in tanto, che

prima costretti servare la pace, e dappoi impediti di

fare la guerra , si movevano con perpetue e incerte

mutazioni. E fatto questo a caso , Cesare tornò a

parlamento e comandò gente ai collegati, e, quetata

parte di Gallia, con tutto 1' animo convertito contro

i Treveri e contro il perfido Ambiorige deliberò an-

dare a quella parte, e con la gente de' Senoni menò

con sé Cavarino suo re, acciocché non fosse alcuno

movimento per 1' odio del popolo contro lui , né per

r ira di lui contro il popolo, se elio rimanesse a casa.

Ed erano vicini degli Eburoni i Menapii, e anco erano

amici de' Germanici e ospiti di Ambiorige. Cesare

avendo per certo che .Vmbiorige non ardirebbe com-

battere pensò di torgli quegli aiutorii, e parevagli più

utile che andare assalire lui, acciò che elio non fug-

gisse e non si ascondesse, la qual cosa elio non vo-

leva. Adunque mandate a Labieno due legioni con tutti

gli arnesi dell' oste, il quale invernava, come dicemmo,

nel paese dei Treveri, elio andò ai Menapii con altra

gente (ed erano cinque legioni molto in punto) e fug-

gendo quegli la battaglia e ascondendosi per le selve

e per le paludi, mettendo ogni cosa a fuoco e a ferro

niente lasciò a guastare, infino che egli costretti dai

mali , dandogli statichi , con preghi ebbono pace, con

questo comandamento, che egli non ricevessono Am-

biorige, né i suoi ambasciatori in suo terreno ; altri-

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