Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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menti non foss^ fatta alcuna [vaco, con loro. In quello

mezzo i TpHveri , i quali avevano in odio il riposo ,

deliberarono assalire Labieno con grande apparecchia-

mento di cavalieri e di pedoni , giudicando che gli

fosse vergogna che una legione sola, contro suo vo-

lere, tenesse campo nel suo paese. Ma andando, sen-

tirono in mezzo del cammino che due altre legioni

v' erano andate, e stettono fermi, e deliberarono aspet-

tare r aiutorio de' Germanici. Labieno sperando della

matteria de' nimici, lasciata difesa al campo, uscì in-

contro ai nimici e posesi presso a quegli per ispazio

di un miglio. In mezzo era uno corrente fiume con

le ripe levate , il quale elio non aveva in animo di

passare , né sperava che i nimici i! passassono. In

questo mezzo cresceva di dì in dì la nominanza del-

l' aiutorio de' Germa-ìici ; e per questo colto il tempo

chiamò suo consiglio e con manifesta voce disse in-

nanzi a tutti : Io odo che grande moltitudine di Ger-

manici viene. Io non ho in animo mettere a pericolo

me e I' oste. Io ho disposto domattina per tempo par-

tirmi di qui : adunque state apparecchiati. Nel campo

erano alcuni Gallici, i quali, benché egli fossono sotto

le insegne de' Romani , nientemeno egli erano tenuti

alla patria per naturale amore. E certamente non po-

teva essere, che di tanti non fosse alcuno, il quale

più non inchinasse alla patria, che alla milizia de' Ro-

mani. E per questi incontanente i nimici seppono il

fatto; e Labieno pensava che non potesse essere al-

trimenti, e non avea detto le parole nel consiglio ad

altro fine. E imperciò incontanente chiamati segreta-

mente i tribuni de' cavalieri e i principali dell' eser-

cito, disse la cagione perchè elio ha detto cosi nel

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