Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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1 Sicumbri ia questo mezzo non veduti e coperti dalle

selve vennono al campo (chi allora gii avrebbe aspet-

tati ? e perciò obbedire ai maggiori è più sicuro) e non

si sforzarono di combattere, ma con quello furore, che

egli vennono, entrarono dentro ; e tanta paura aveva

sparto per tutto il campo 1' assalto de' non aspettati

nimici , che appena si difendevano le porte, e i mer-

catanti usati al campo , i quali allora a caso erano

usciti fuori delle porte, per subita novità injpauriti e

smarriti non ebbono spazio di fuggire né di tornare

al campo. Sempre certamente la paura indovinatrice

di tristizia fingeva ogni cosa stare sotto pericolo. Al-

cuni indovinavano che i barbari avessono sconfitto Ce-

sare con la sua gente , e che egli andassono a spac-

ciare r avanzo, e che altrimenti non avessono ardito

fare quello ; alcuni indovinavano che quello fosse scia-

gurato luogo alle legioni de' Romani, dove poco innanzi

era perita l'altra legione e i due legati : altri gridavano

che i nimici erano dentro del campo, niuno mostrava

r immagine della usata virtù con forte atto o con animosa

voce : ma discorrevano qua e là senza ordine e

senza ragione. Per la quale paura i Sicambri avevano

più fede al detto della sua guida, che egli non aves-

sono gente a difesa , e quanto più gli strignevano

più si stimolavano. Ed era spacciato il fatto, se non

vi fosse stato uno , e quello era infermo, il quale di

sopra noi nominammo, cioè Publio Sestio Baculo , ed

era allora aggravato di tanta infermitade, che elio era

stato cinque di senza cibo , e per la infermità e per

r astinenza elio era vicino alla morte. Ma ninna cosa

abbatte il generoso animo. Costui, poich' elio vide ab-

bandonare la guardia del campo, e che egli pensavano

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