Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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nella patria. E ancora partiti i nimici, non si parti la

paura sì fìssa nell'animo, che la notte ohe seguì questo

caso, venendo Gaio Voliiseno mandato innanzi da Ce-

sare con i cavalieri ad annunziare che il capitano ve-

niva, non fu creduto : ma

credevano tutti che, sconfitto

r oste, quegli Tossono fuggiti, e che al postutto i bar-

bari altrimenti non avrebbono ardito assalire il campo,

come detto è ; finalmente gli animi inchinati al peggio

non ardivano al postutto pensare alcuno bene. Mera-

vigliosa cosa è molto, onde fosse quello cascare d' a-

nimo in così forti uomini; se non eh' io penso, che,

tutte le cose degli uomini essendo mobili, alcune ore

enno, le quali inviliscono eziandio i costanti animi, e

smentlcando se medesimi si turbano. E questa paura

profondissimamente radicata non si potè altrimenti ca-

vare, che con lo aspetto medesimo di Cesare tornante

con r oste , nel quale solo abitava la salute di tutti.

Adunque Cesare tornando conobbe la forza della for-

tuna e la varietà de' casi, la quale per esperienza gli

era notissima, massimamente per quello cU' elio aveva

menato i barbari contro la opinione di tutti, e quasi

avuta sua intenzione gli aveva ingannati. E non mera-

vigliandosi di quello, come di cosa comune, non potè

stare che elio non si meravigliasse di una, onde fosse

quella si grande mutazione a quei barbari, che quegli,

i quali erano venuti in servigio de' Romani a derubare

gli Eburoni e a perseguire Ambiorige , convertiti a

combattere il campo de' Romani avessono fatto cosa

gratissiina ail Ambiorige ed agii Eburoni. Dell' avanzo,

cioè che contro suo comandamento le coorti fossono

uscite fuori del campo a rubare, riprese la inobbe-

dienza del legato soavemente, come quello che per na-

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