Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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tura era umanissimo , e che molto amava (juesto le-

gato, la ([ual cosa manifestamente appare per le epi-

stole, die dimesticamente suo fratello gli scrive. Cosi

si portò Cesare con i suoi ; ma

riù irato contro i ni-

mici sparse 1' osto por ogni parte : rubarono il be-

stiame e le altre cose, consumarono le biade, arsone

gli edificii, e finalmente guastarono ogni cosa, e con

tanto furore discorsono di qua e di là, che molti di-

rebbono che egli vedessono Anibiorige, e che egli an-

dassono con incredibile sollecitudine a pigliarlo, pen-

sando che si dovesse mettere ogni fatica a trovarlo,

acciò che egli meritassono la grazia immensa di Ce-

sare ; e,' a modo di cane cercante la lepre, pensando

che poco gli mancasse ad averlo nelle mani, in questo

mezzo elio, che in niuno luogo era sicuro, il di e la

notte mutava luogo, solamente con quattro compagni,

non avendo ardire di commettere la sua salute a più.

Cosi il peccato di Ainbiorige sempre stette impunito,

benché la continua fuga e la perpetua paura e lo stare

ascoso poterono essere generazione di luogo supplizio.

Finalmente vedendo Cesare che seguire uno fuggitivo

era cosa faticosa e senza onore, guastato intorno ogni

cosa , tornò nello paese de' Remi. In quello luogo

comandò il parlamento ai Gallici , e del tradimento

de' Senoni ribelli e de' Carnuti fece lamentanza, e di

Attone principe del tradimento fece giustizia a modo

romano, per la quale andata alcuni pigliando non buono

consiglio fuggirono; ai disobbedienti fu vietato l'acqua

e il fuoco. Così quetate le cose , dieci legioni furono

partite per questo modo, che due facessono il verno

nel paese de' Treveri, altrettante nel paese de' Lingoni,

le altre sci nel paese de' Senoni: e [irovedute le cose

necessarie, (tesare tornò in Italia.

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