Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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assalirono Oenalu castello de' Romani, e uccisono que-

gli i (inali non si guardavano, e nominatamente (laio

Sulfio , il quale era posto in quello luogo da Cesare

sopra la vettovaglia, perchè era uomo onesto e cava-

liere romano, e tolsono i beni di tutti come cosa ac-

quistata per battaglia. Incontanente si sparse la fama,

come i Gallici innanzi a tutti sono studiosi seminatori

di romori, che, essendo fatto questo assalto e questa

ruberia al levare del sole, sicché ad avventura era co-

minciato insieme il di e la guerra, innanzi la prima ora

della seguente notte venne la notizia della cosa agli Al-

verni lontani da quello luogo cento sessanta miglia. E in

quello luogo la cosa trovò lodatori e biasimatori, secon-

dochè le opinioni degli uomini enno varie. Era allora

negli Alverni, acciò che io usi le parole di Floro, Ver-

cingetorige terribile del corpo, delle armi e dello spi-

rito, e anco quasi della composizione del nome, giovine

potentissimo e faziosissimo, il quale era stato figliuolo

di Cebalo, il quale tenente la signoria di tutta la Gallia,

cercando d' essere re era stato morto dal popolo. Co-

stui, com' elio era di grande potenza e di ardente in-

gegno, leggermente, com' elio voleva, ricoglieva com-

pagnie e amistudi. Tutti pigliarono 1' armi e apparec-

chiaronsi alla guerra. Quello aveva uno barbano chia-

mato Gobacio, uomo di più provetta età e di più sano

consiglio, e come gli stolti giovani seguivano costui,

così i savii vecchi seguivano quello. Quegli adunque,

ai quali non piaceva il giovanile consiglio, e che giu-

dicavano questa prova essere disutile e matta, discon-

fortavano Vercingetorige dalla sua impresa, e, perchè

elio contrastava, egli lo cacciarono dalla terra chiamata

Gergonia. Egli mutato del luogo, non mutò 1' animo,

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