Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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contento di avere adempiuto il :suo iDundato avea ri-

dotto in sua possanza anche altre cittadi, tolti staticlu,

e avendo le cose prospere andava nella provincia di

Narbona. Cesare conoscendo la intenzione de' nimici

andò innanzi, e arrivato là più presto di lui confermò

gli animi di quegli i quali già temevano, pose difesa

ne' luoghi dove bisognava alla estremità della provincia

per resistenza de' nimici, e mandata innanzi parte delle

genti, che nuovamente elio aveva condotte d'Italia,

seguì agli Elini. Gli Elini enno dispartiti dagli Alverni

per lo monte Cevenna, il quale è altissimo, aspro e

nevoso, per lo quale gli Alverni pensavano essere cir-

condati come da uno forte lìiuro , massimamente in

quella parte dell' anno, nella quale non vi potea pas-

sare uno viandante, non che uno oste. E certamente •

erano in quello tempo sicuri da quella parte, se egli

avessono avuto a fare con altri. Ma Cesare, come colui

il quale ninna cosa potea trattenere o piegare , ta-

gliando la neve alta sei piedi e dispacciatosi del cam-

mino con molta fatica per lo traverso della montagna,

non essendo aspettato assalì il paese degli Alverni.

Piacemi contare queste cose con le parole di Floro

il quale dice : In quello tempo passato per le cime

de' monti , per non toccate vie e nevi con espedita

compagnia assali Gallia. E incontanente, com'ello venne

in Alvernia, sparta la sua gente per ogni parte, tanto

di subita paura mise in tutti, che tutti impauriti man-

daro a Vercingetorige per aiutorio, sollecitandolo con

messi e con preghi che elio sovvenga alla patria , la

quale per i suoi consigli era in fatica: per i quali elio

mosso tornava nella patria. Cesare in quello mezjco

lasciato Bruto giovinetto contro gli Alverni con parte

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