Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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lode v^i barbari, quattrocento germanici, i quali erano

stati con Cesare infìno ai principio , furono valenti.

Perchè mandati questi fuori, essendo gli altri in fatica,

soccorsono a tempo e misono in rotta i Gallici con

subito furore. Vedendo questo dalle mura quegli della

terra, perduta la speranza d' aiutorio, temendo 1' ira

di Cesare menare legati a lui quegli , che avevano

mosso il romore, e seguirono a darsi a lui, com' egli

avevano cominciato. Compiute queste cose , deliberò

combattere Avarico, grande terra e buona, e Biturigo,

terra abbondevole posta ne' confini del paese, perchè,

presa quella, non diffidava di poter prendere la stessa

città. Vercingetorige non abbattuto dell' animo per

tante avversitadi, chiamati i suoi a parlamento, disse

queste parole :

Continuamente

provando e imparando

gli uomini diventano più savii. La qual cosa benché

ella sia vera in tutte cose, massimamente si vede

essere vera in fatti d' arme. T-Joi avemo preso con

grande animo grave guerra, ma noi non considerammo

assai diligentemente il modo di fare la guerra. Epperò

altra cagione di combattere si debbe pigliare : non è

da venire alle mani con i Romani palesemente, ma è

da provedere con ogni ingegno , che i nimici sieno

tenuti stretti dai pascoli e dalla vettovaglia. Questo

non ci de' parere faticoso, conciosiacosachè noi abbiamo

più gente da cavallo, e siamo aiutati dalla parte del-

l' anno. Quello è da pensare sottilmente: che i nimici

combattono con noi nel nostro paese , e sostengonsi

contro a noi con le nostre biade. La sollecitudine dei

fatti nostri non ci tolga dal consiglio della repubblica.

Ardere le ville, le case, le biade dove i Romani pa-

scolano sarà assai utile, benché forse parrà dannoso;

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