Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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d' ogni fortezza, e, com' elio fu partito, incontanente

i nimici vennono, come egli avessono avuto il messo.

Questa era la somma dell' accusa, questo era il colore

de' sospetti , p^r le quali parole apparia essere in

dubbio la salute di si grande re, se elio accusato non

avesse risposto costantissimamente a queste accuse

cosi dicendo: La necessità del pericolo e il vostro con-

forto mi costrinse, che io mutassi campo; il sito del

luogo per sé medesimo sicuro m' indusse eh' io menassi

il campo più presso ai Romani. I cavalieri menai , i

quali io pensava essere disutili in luoghi di paludi, e

utili dove io andava. Certo capitano non lasciai quando

mi partii, temendo forse che elio credesse ai consigli

e alle parole dei matti, i quali domandassono combat-

tere per non fuggire fatica, non per virtù. Se la for-

tuna mandò i Romani quando io non era presente, a

lei si dee dare la colpa e non ad altri : e se, per per-

suasione di alcuno, avvenne che i Romani venissono,

dèssene aver grado a colui, per lo quale voi vedeste

che egli erano pochi, e conosceste che egli erano vili,

i quali discopersono povertade di senno e di virtude

per la matta venuta, e brutta partita. Da Cesare non

spero io il regno per tradimento, ma spero per virtù

avere vittoria di lui , la quale è già presso , e già è

nelle nostre mani. Anche questo regno , il quale io

possiedo di consentimento di tutti voi, spontaneamente

sono disposto a lasciarlo, se forse voi credete piuttosto

avermi dato onore, che avere ricevuto da me beneficio.

Cesare e 1' oste de' Romani è in fatica di estrema ne-

cessitade. E mancagli a combattere e ad operare la

forza del corpo e quella dell' animo, e se tosto non gli

sopravviene alcuna cosa della non sperata prosperità,

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