Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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cave . H artocato di notto lo edificio, e usciti fuori a

una ora, egli posono 1' oste de' Romani in grande pe-

ricolo . se non fosse stato ovviato con somma provi-

(ìenzii del capitano, il quale sempre faceva vegghiare

due legioni a guardia del campo. Per soccorso di que-

ste e di quegli, i quali per suo comandamento vegghia-

vano tutta la notte nell' opera fu spento il fuoco e i

nimici cacciati indietro , e destati da tutto il campo

tutti corsono al soccorso. Né per la virtù de' Romani

la pertinacia de' Gallici s' inviliva. Ma ostinati a mo-

rire non solamente si difendevano, ma uscivano fuori

e non cessavano assalire i nimici o gittare il fuoco

e quando alcuni erano stanchi i posati gli scambiavano,

e cosi i vivi scambiavano i morti, come in quello pic-

colo spazio di tempo egli pensassono essere posto lo

stato della patria e la salute di tutta la Gallia. In la

qual parte non mi pare da lasciare quella notabile

cosa , la quale non parve anco da lasciare a quello

scrittore, dal quale più che dagli altri io tolgo queste

cose, e fu fatta in sua presenza. Un Gallico innanzi

la porta della terra gittava nel fuoco pezzi di pece e

di grasso, come quegli di dentro gli porgevano; ferito

di una saetta cadde morto. Un altro dopo costui, non

guardando al pericolo, cominciò a fare quello che fa-

ceva il primo, e incontanente per simile ferita mori.

Seguì il terzo e poi il quarto, e così fu morto 1' uno

dopo r altro, infìnochè, spento il fuoco e cacciati i ni-

mici dentro della terra , fu posto fine alla battaglia.

Vercingetorige finalmente, essendo affaticati gli animi

e i corpi di quelli della terra , come quegli che tutta

la sua fatica tornava in niente, cominciò a confortargli

di fuggire, alla qual cosa fare sicuramente dava spe-

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