Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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ranza eh' elio era presso con il suo campo, o una pa-

lude era posta in petto ai nimici, se egli li volessono

perseguire. A fare questo parvo loro convenevole il

tempo della notte. Meraviglioso cas(ì impacciò la deli-

berazione del fuggire. La notte era venuta, e quegli

taciti s' apparecchiavano a fuggire. Allora le donne ,

alcune stringendosi al petto i suoi piccoli figliuoli

alcune gittate in terra con pianto pregavano, che egli

non lasciassono loro e i suoi figliuoli a pena e a de-

risione de' nimici : dicendo che elle non erano forti a

seguire la fuga de' suoi per sua natura, e i figliuoli

per la etade. Poiché elle vidono che i suoi non si pie-

gavano per prieghi né per pietà e che egli stavano

fermi nel proposito, la paura soperchiando 1' amore e

la vergogna, cominciarono a chiamare dalle mura e a

fare sentire ai Romani, che i suoi volevano fuggire.

Per la qual paura quegli della terra mutarono con-

siglio di partirsi, acciocché, intesa la cosa, egli fug-

gendo non fossono presi dai nimici per la via. Cesare

il di seguente avendo appressato al muro della terra

i mangani e gli altri ediflcii, subito sopravvenne tanta

piova, che leggermente un altro sarebbe impaurito.

Ma elio, il quale spesse volte era uso torre a vittoria

le aspre fortune, pensando che quella piova gli facesse

via a fare quello, che elio voleva, perché elio vedeva

i suoi all' opera più pigri che egli non solevano, e i

nimici alla difesa del castello più lenti ed incauti per-

ché le guardie orano più rade per lo muro, confor-

tando i cavalieri che finalmente togliessono il frutto

della lunga fatica, e promettendo gli usati premii a

quegli che prima salissono sulle mura, diede con la

tromba il segno della battaglia. Adunque stimolandogli

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