Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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Ed elio per questo non abbattuto nò invilito consolò

i suoi dicendo : Che i Romani non ebbono quella vittoria

per sua virtù , ma per arte ; che matta cosa è

sperare sempre vittoria nelle guerre ; che si debbe

temperare il dolce con l' amaro , le cose liete con le

triste; che non fu mai suo consiglio, che Avarico si

difendesse; che questo fece la non prò veduta pietade

de' Brughesi ed il consentimento degli altri troppo

leggiero a piegarsi ; che era da lasciare usare alla

fortuna la sua ragione, la quale, se ella 1' ha grande

in tutte cose, nelle battaglie ella l' ha grandissima ed

insuperabile; che quanto è da sé, con sommo studio

elio si sforzerà di rifare il danno grave , che allora

s' era ricevuto, ed in prima che le cittadi, che s' erano

discordate dal volere di tutti , elio si sforzerà di ri-

durle alla intenzione degli altri , acciò che tutta la

Gallia sia uno solo volere , uno corpo e uno animo

alla quale senza dubbio tutto il mondo sarebbe incom-

parabile ; che elio faccia questo non solamente è da

sperare , ma reputare che sia già fatto ; che era da

fornire e da fortificare il campo con la fatica di tutti

e con somma sollecitudine, perchè la presente neces-

sità lo richiedeva per la salute comune, acciò che sia

rimedio al subito correre de' nimici. Queste parole fu-

rono grate a tutti, perchè elio non mancava con 1' a-

nimo , ma dove gli altri capitani , ricevute le grandi

sconfitte, si sogliono ascondere e fuggire la presenza

de' cavalieri, costui venne in palese, e mostrò nuova

via di salute; e per questo più gli credevano, perchè

elio avea giudicato essere meglio avere arso e abban-

donato Avarico , chiaro segno della sua previdenza.

Cosi era cresciuta la sua autori tade , solendo quella

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