Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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degli Edui , convenne andare innanzi a ogni cosa ad

acquetare sue liti e sue discordie , che egli avevano

intra [oro ; le quali nate intra due grandi del popolo

del sonmi )

magistrat

> coniniovevano tutta la terra;

e benché elio sapesse quanto danno è specialmente

nelle guerre perdere il tempo, e quanto pericolo è nella

indugia, pensava nientemeno essere indegna cosa abbandonare

la terra, che era amica del popolo di Roma,

la quale già era nominanza che corresse ad arme per

questa cagione e fosse già in confliggere. E non sola-

mente gli pareva disonesto, ma pericoloso dispregiare

quella cosa, acciò che quella parte che meno potesse

non domandasse aiutorio ai nimici. E non gli pareva

lecito in alcuna parte detrarre alla legge degli amici,

per la quale si difendeva, che colui, i! quale era nel

sommo magistrato, per ninna cagione uscisse de' con-

fini del paese, lo quale grado 1' una parte e l'altra

difendeva, essendo la cosa uguale all'ufficio, ma

disuguale alla otade ; ed era quello magistrato per un

anno. Per la qual cosa non volle mandare per le parti,

e non gli parve indegna cosa quella, alla quale com-

ponere elio andasse. Adunque come elio arrivò agli

Edui , nella terra di Decezia chiamò a sé le parti e

tutto il senato , e presente ognuno diede la sua sen-

tenza, intesa la ragione delle parti, e quetò ogni mo-

vimento per sua autorità. E comandò che Coto, nobi-

lissimo uomo e in tra quella gente più possente, la-

sciasse l'ufficio, essendo elio stato creato contro le

leggi di quella terra, come elio aveva trovato per al-

quanti testimonii, e comandò che a quello ufficio fosse

Convittolitane , fatto per li sacerdoti ordinatamente

secondo 1' usanza della terra : e fu obbedito al suo

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