Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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coininciiiuKMito di (|uesta l'ibellioiie fu quel Convitto-

litiine, elle pochi di innanzi Cesare aveva piìi onorato

nelle civili discordie. Oh come l'-ggennente entra la

smenticanza negli ingrati animi . benché i beneficii

siano freschi e grandi ! Quello confessandosi obbli-

gato a Cesare per beneficio, perchè elio lo aveva fa-

voreggiato benché in giustissima questione, lasciata

la menzione della moneta, che elio ricevette dagli Al-

verni, acciò che elio rompesse la fede ai Romani, con-

ciosiacosaché ninna sia più vituperosa malvagità che

quella, la quale si fa per avarizia, coprendo la brutta

intenzione con velo di onesta cagione, e dicendo che

elio era pili tenero alla libertà della patria, che a Ce-

sare, leggermente diede ad intendere ad alcuni giovani

nobili e superbi, che lievemente si spaccerebbono del-

l' amistà de' Romani, dicendo che egli si ricordassono

essere nati non solamente ad essere liberi , ma a si-

gnoreggiare altrui. Che una sola città degli Edui in-

dugiava la vittoria di tutta la Gallia ; che le altre se-

guivano lo esempio di quella ; che tornando questa al

comune bene, tutte le altre la seguiranno, e che non

resta più ai Romani in Gallia , dove egli mettano il

piede ; e che non era alcuna cagione se non la viltà

degli Edui ; perchè i Romani s' impacciano più delle

questioni degli Edui, che gli Edui s' impaccino delle

questioni de' Romani; e che quelle cose non erano da

comportare più , ma da mostrare a Cesare ed ai Ro-

mani che egli erano liberi e uomini e Gallici. E di

quegli giovani era capo uno chiamato Litavito e i suoi

fratelli, i quali tosto tutti non estimando il consiglio,

ma colui che il dava, perchè era vecchio e potente e

onorato del sommo magistrato, tosto si trassono alla

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