Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

sua opinione ; ma

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perchè egli non speravano e non

credevano che quella città potesse smenticare i bene-

fìcii di Cesare, fu trovata altra via di maggiore in-

ganno, benché fosse matta invenzione e degna de' suoi

trovatori. E questa fu cosi fatta : cioè che 1' aiutorio,

il quale fu detto che dagli Edui doveva andare a Ce-

sare, fosse commesso a Litavito. E questo fu fatto

senza alcuna fatica. E costui, mandati innanzi a Ce-

sare i suoi fratelli, ordinò con quegli quello, che aves-

sono a fare, .\ppressandosi elio al campo de' Romani,

sicché già non era lungi se non tre miglia , stette

fermo , e , quasi come elio avesse ricevuto ria amba-

sciata, subito volto ai suoi e lacrimando disse: a-

mici, dove andiamo noi, e che facciamo? Tutti i no-

stri nobili, tutta la nostra gente, i quali erano con i

Romani sono morti. Eporedorige e Viridomaro, capi-

tani della nostra gente, per falsa imputazione di pec-

cato , cioè che egli avessono nascosamente favellato

con gli Al verni, furono presi, e, non lasciatigli difen-

dere con iscusel furono morti. Le lacrime non mi la-

sciano parlare de' miei fratelli e de' miei parenti. Tutti

sono periti per uno modo. Se voi non credete a me ,

udite costoro, i quali sono campati da quella strage

non per misericordia dei Romani, ma perchè fuggirono.

E per far credere il fatto produssono testimonii con-

taminati , i quali dicevano la storia niente mutando.

Uditi questi , impauriti tutti gridarono , e pregarono

Litavito, che provedesse alla salute di tutti. Quasi

come non fosse tempo di fatto, ma di consiglio, elio

disse, negli estrerai casi non è da consigliare. Adun-

que perchè non andiamo noi a Gergonia, e perchè non

ci giugniamo con gli Alverni ? Chi de' dubitare, che i

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