Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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traverso la gerita degli Edui, i quali venivano, e man-

dogli incontro la gente da cavallo, la quale indugiò e

impacciò il suo andare, fatti in prima a tutti gravi

comandamenti , che al postutto non uccidano alcuno ,

non volendo gastigare quegli a modo d' aspro giudice,

ma a modo di pietoso padre volendo gastigare quegli,

e non uccidergli. Nominatamente comandò a Eporedo-

rige e a Viridomaro che andassono e parlassono ai

suoi, acciò che egli vedano che non enno morti, come

quello traditore aveva finto. I quali poi che egli ven-

nono agli Edui e cominciarono a chiamare gli amici

e i conoscenti (e niuno era di tutta quella gente che

non gli conoscesse e non gli amasse ) , incontanente

furono percossi da vero smarrimento, e conobbono

tutti che erano arrivati in pericoloso luogo per inganno

del suo capitano. Perciò incontanente gittate in terra

le armi e levate le mani a Cesare , cominciarono a

domandare ad alta voce perdonanza del suo errore. E

Litavito conoscendo che la sua finzione non aveva ef-

fetto, lasciato r oste che più non era suo, con i suoi

famigli , i quali in ni una fortuna lo potevano abban-

donare secondo 1' usanza de' Gallici, fuggì di nascosto,

e, battendo il cavallo, venne a Gergonia. Cesare, man-

dati messi agli Edui, i quali contassono il tradimento

di Litavito e la sua benignitade , per la quale elio

salvò i suoi cittadini, i quali per ragione di guerra

era lecito di uccidere , non lasciò posare i suoi più

che tre ore di notte , credo io , acciò che per troppo

sonno non si aggravassono ; e poi tornò a Gergonia.

In quello mezzo avvennono due cose molto pericolose.

Perchè , com' elio si parti , gli Al ver ni assalirono il

suo campo , e la larghezza del campo e i difenditori

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