Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

compagni ,

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che spossati e tristi lo ablìandonuvano. di

dargli aiutorio anch' ora. elio parlando come poteva ,

disse : Questo è indarno ; già il sangue e la vita mi

abbandona. Adunque perchè non mi lasciate voi, e to-

glietevi innanzi dalla morte ? Cosi dicendo e contra-

stando ai nimici cadde, e morendo giovò ai suoi. I Ro-

mani aggravati da questi e sì fatti casi dei suoi, final-

mente essendo morti quarantasei centurioni e sette-

cento cavalieri , furono ricacciati dal faticoso monte.

E sarebbe stata la fuga più lunga e sarebbono stati

più morti, se la sentenza del providissimo capitano non

avesse mandato incontro ai Gallici chi contrastasse

a quegli che inseguivano i suoi ; e venuti al piano

fuggendo, inseguendo e contrastando, in quello luogo

stavano le legioni a schiera ordinata, la qual cosa ve-

duta, Vercingetorige, innanzi eh' elio venisse al luogo

piano, richiamò i suoi al campo. Questa è la legione

sconfìtta a Gergonia, della quale fa menzione Svetonio

nel primo libro, intra le tre avversitadi delle battaglie

di Cesare in Gallia. E l* avanzo di quello di fu speso a

curare i feriti o a sotterrare i morti e a fare tarde

lamentanze. Poiché fu fatto il seguente dì. chiamato

r oste a parlamento , Cesare parlò in questo modo :

cavalieri, voi avete il frutto della vostra cupidità e

matteria, tristo al mio animo, non indegno nientemeno

della vostra audacia e superbia, i quali avete usurpato

quello, che è da fare, e quello che è da fuggire, dove

sia da andare e dove non sia da andare, cioè tutto

r ufficio del vostro capitano. Ma io , dove posso , fa-

voreggio alla vostra milizia; voi detraeste alla mia si-

gnoria, la quale è in voi, i quali avete dispregiato il

segno dato da me a raccogliervi, e gli ammaestramenti

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