Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

panni il trassono del pericolo della morte. Per la

qual cosa mosso non solamente lasciò quello eh' elio

avea cominciato, ma per alcuno spazio di tempo lasciò

la corte. E pure non potè stare lungamente in quiete,

eh' elio non si mettesse ai pericoli de' tribuni. E per-

ciò essendo allora tribuno del popolo Cecili© Metello,

con nuove leggi elio si .fece non solamente favoreg-

giatore, ma autore a lui, il quale turbava il collegio

dei tribuni e la repubblica , sempre cercando materia

di novità , perfinochè per comandamento del senato

gli fu vietata l'amministrazione pubblica. Né eziandio

cessò esercitare cosi il magistrato e rendere ragione,

fino eh' elio s' accorse essere con le armi quelli , che

il costrignevauo obbedire al senato. E certamente al-

lora, lasciati i littori, ascosamente si parti, e deliberò

un poco, secondo la condizione del tempo e delle cose,

posarsi. E venendo a lui i prossimi dì molti proffe-

rendogli a difesa della molestata dignità aiutorio, non

lo volle , o eh' elio il facesse per virtù o il facesse

non fidandosi , e con prudente orazione quetò quegli

che disfrenatamente lo stimolavano. La qual cosa tanto

fu più grata a tutti, quanto ella fu più remota dalla

opinione di quelli. Onde avvenne , che il senato per

notabili uomini della città il fece ringraziare, e chia-

mato a corte e lodato in prima con molto onorevoli

parole , gli fu restituito il magistrato , che gli era

stato tolto innanzi tempo. Non molto dappoi elio fu

in fatica di più grave sospetto , essendo accasato

presso Nonio Negro questore da Lucio Vezio, che elio

era stato intra quegli che aveano saputo il trattato

di Catilina, della quale infamia ninna poteva essere

maggiore ,

ed essendo riportato questo al senato da

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