Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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fosse proferta, egli lu dovevano riiiutare almeno per

vergogna, se egli non hi l'ifiutavano per virtù dell' a-

nimo. Essendogli negato questo, e il fatto essendo in

questione, orili iiarono il consiglio di tutta la Gallia a

Bibratte, in quello tempo grandissima terra degli Edui,

alla quale tutti i popoli vennono , salvo i Remi e i

Lingoni e i Treveri : e quegli due stettono per l'a-

mistà de' Romani, e questi perchè erano lontani e per

la fatica, che egli sostenevano in quello tempo dalle

correi'ie de' Germanici , la qual cosa tenne quegli di

mezzo in tutta la guerra , sicché non piegarono da

alcuna delie parti. In quello parlamento fu commessa

la questione ai voti di consentimento di tutti i popoli,

ed elessono Vercingetorige capitano di guerra. Per la

quale elezione gli Edui abbattuti per la vergogna e

per lo dolore, e privati di malvagia speranza , allora

per la prima volta cominciarono a conoscere Cesare

e la sua fortuna, ma pure non arditi ritrarsi di sua

impresa da una parte per paura di Cesare, dall' altra

parte per paura de' Gallici. Allora primieramente an-

che i superbi giovani Eporedorige e Viridumaro disde-

gnandosi poterono conoscere quanto sarebbe stato più

onesto essere stati cavalieri sotto Cesare , sì fatto

uomo e che di quegli aveva cosi meritato , che mili-

tare sotto Vercingetorige contro di Cesare. Vercinge-

torige primieramente fatto capitano, e mo rifatto, e,

che è più forte, per la contenzione riformato, più certo

di suo stato , già faceva ogni cosa più arditamente ,

e comandò a tutti, che apparecchiassono certo numero

di gente, e incontanente fu obbedito. E fu convenuto

quindici mila uomini da cavallo : di gente da pie disse

che non gli era bisogno oltre a quella, che elio aveva.

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