Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

Quinto Curio, al quale era dato più fede, perchè elio

in prima avea manifestato quello tradimento , e per

questo avea meritato pagamento del bene comune, e

cosi gli era determinato ; e 1' uno di questi affermava

che mostrerebbe le lettere di mano di Cesare a Ca-

tilina. Pensando elio per ninno modo potere portare

si grande ingiuria né si acute punture, ridussesi a

Tullio, il quale allora era consolo, e contógli alcune

cose di questo tradimento , del quale noi parliamo ;

e, chiamati gii avversarli, ottenne che Curio fosse

privato del premio che gli era stato determinato, e

che i figliuoli di Vezio fossono presi, rubategli le

masserizie, con gravi punizioni tormentati, e che elio

fosse gravemente multato e dal consiglio fosse rimosso

e fosse messo in prigione ; e con simile fermezza si

vendicò di Nonio, perchè elio che era questore avea

comportato che il pretore , il quale era in maggiore

dignità, fosse accusato dinanzi da lui. Ancora elio es-

sendo pretore andò in Ispagna, ed era tanta la sua po-

vertà, benché elio fosse nobilissimo uomo, che il suo

andare era impacciato dai suoi creditori , se non che

elio gli contentò, dandogli sicurtade. E compiuto il suo

affare in quello paese e ordinata quella provincia solle-

citamente, e non aspettando quello che venisse in suo

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luogo, tornò per esser consolo e per avere il trionfo ;

ma perchè secondo le leggi non era lecito avere in-

sieme il trionfo e il consolato, perchè elio era deside-

roso di avere da fare, lasciato allora il trionfo, prese

piuttosto il consolato. E non avendo trovato nel co-

mizio de' consoli il compagno, che elio voleva, contro

la volontà dei grandi uomini, fu falto suo compagno

Marco Bibulo. Il quale elio dappoi cacciò del palazzo

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