Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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il circondare della quale era undici miglia, nel quale

circuito drizzò ventitré castelli, fornendo ciascheduno

dì guardie specialmente la notte. Le quali cose non

essendo ancora compiute , ed assediati quegli i quali

ancora ardivano di fare alcuna cosa , si attaccò una

battaglia di gente da cavallo innanzi alla terra in una

piana valle. Dove essendo la vittoria de' Romani e

grande mortalitade de' nimici, alcuni di quegli abbandonarono

il campo rifuggendo dentro alle mura ; ma

innanzi che, fuggiti tutti, fosse abbandonato il campo,

Vercingetorige comandò che le porte fossono serrate.

E innanzi che lo steccato e la fortezza di Cesare fosse

compiuta, e che tutte le vie ad uscire fossono serrate,

perchè era grande carestia nella terra di ogni cosa

ed eziandio nel campo, Vercingetorige dispose rimuo-

vere da sé tutta la gente da cavallo , perchè erano

gravi e disutili nello assedio. I quali finalmente par-

tendosi di notte, elio gli stimolò e sollecitò, che egli

tornassono alle sue terre, e ciascheduno per sé con-

fortassono i suoi, che egli mandassono ogni uomo da

portare arme alla battaglia, e che egli non pensassono

abbandonare cosi lui affaticato per la libertà e per la

gloria dei Gallici e per tutti intra le mani dei nimici

alle sue beffe , ma che egli studiassono dare aiutorio

agli assediati ; e che in ciò era mestiero sollecitudine,

perchè con ogni sparagno elio potrebbe poco più di

trenta di portare l'assedio; adunque siano solleciti,

se egli non ponno comportare con malvagia pigrizia

che ottantamila eletti uomini de' suoi siano perduti e

dati nelle mani de' nimici. Cosi informati e mandata

fuori la gente da cavallo, elio con gli altri entrò nella

terra con il bestiame e con la vettovaglia , che con

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