Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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tano ogni cosa poteva piegare e cadere. Grande virtù

è quella d' uno uomo , grande fortuna. Cesare final-

mente vincitore in tutte le battaglie , portati a lui

molti segni militari, essendo fatta grande sconfitta di

uomini e morti molti capitani , pigliò vivo Vercasi-

velano Alverno, capitano di tutta la gente degli aiu-

torii. Moltissimi ne furono morti, pochi fuggirono; e se

i cavalieri romani stanchi giustamente di si grande

e varia fortuna gli avessono potuti seguire , poco

meno ninno sarebbe campato. Nientemeno Cesare mandò

la gente da cavallo di mezza notte a seguire quegli

che fuggivano , e , arrivati a quegli di dietro , molti

ne pigliarono e molti ne uccisone ; gli altri in qua

e in là incerti dov' egli fuggivano tornarono alla sua

patria, e contarono quello, che egli avevano veduto.

Ma gli assediati, avendo perduta ogni speranza, non

sapendo più che egli facciano q che consiglio egli

piglino , finalmente furono confortati da Vercingeto-

rige con sì fatte parole : Io protesto, disse, agli diei,

che io non pigliai questa guerra per mia , ma per

comune utilitade, e, infino che io ho potuto, ho fatto

fedelmente. Con contraria fortuna fatta la impresa e

provato ogni cosa, finalmente io sono vinto. Né in me

né in altri, eh' io vegga, resta altra speranza, lo giu-

dico che é da dare luogo alla fortuna, alla quale, io

confesso , che più volentieri io non darei luogo , ma

è quella contro alla quale non si può combattere e

che non si può vincere. Questa sola cosa é da pen-

sare, cioè come noi contentiamo i Romani, i quali enno

vincitori ; e questo io non so come si possa fare altrimenti

, che con la servitù o con la morte di me

medesimo, E io sono apparecchiato all' uno e all' altro

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