Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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Romani avessono paura, e che, quando le legioni an-

dassono per lo strame da lungi, i pochi potessono da

sé difendere il forte campo. In mezzo di tramendue i

campi , mo

assalendo da una parte e mo dall' altra

cedendo, spesso si combatteva con leggiere scaramuccie,

e spesso i Romani andando per lo strame a luoghi

molto distanti, dove la sua necessità costrigneva an-

dare, ciascheduno, quando uno e quando y altro, era

preso. La qual cosa benché non fosse senza danno di

alcuno , Cesare il portava pazientemente , e sperava

aescare la vana speranza dei barbari con piccole pro-

speritadi. In questi dì andava presso lo aiutorio dei

germanici cavalieri menati da Comio Atrebate, i quali,

benché fossono pochi, certamente non erano oltre cin-

quecento, nientemeno avevano accresciuto la speranza

dei Gallici. E anche gli era aggiunto : che i cavalieri

dei Remi, assalendo 1 nimici cupidamente e venuti

neir agguato, avevano perduto il prefetto de' cavalieri

e principe della città , chiamato per nome Vertisto

uomo antico , ma sperto di guerra , il quale secondo

usanza de' Gallici eletto a faticoso uiRcio, non essendo

giusta la escusazioue della etade, consentì. Era cresciuto

r animo de' nimici per questa prosperitade. Ma

quelle cose, che leggermente crescono, tostamente cag-

giono. Poco poi alquanti de' cavalieri germanici, i quali

erano sotto Cesare, primieramente mossi di suo luogo

nello assalire, e incontanente volti a fuggire, per-

derono ogni fermezza di resistere, non avendo dappoi

alcuno ardire, se non con agguati ; e di questi usarono

sciaguratamente, sempre soperchiata rimanendo la sua

frode dalla virtù de' Romani , perdute molte migliaia

di pedoni e di cavalieri con il suo capitano Corbeo

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