Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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più poteva, che il nostro senato, che i principi , e fi-

nalmente più elio, che tutta la cittade. Noi siamo con-

tenti essere periti, purché elio sia perito. A queste

parole Cesare rispose : E 1' altro anno voi foste i primi

che infuriaste, e gli ultimi che vi pentiste, e mo senza

alcuna mia colpa mi avete mosso guerra. Se Corbeo

solo abbia fatto questo, gli altri non hanno peccato.

E piacemi di credere questo ; ma io nientemeno so

quanto è leggiera cosa accusare i morti , i quali non

si possono scusare. Ma niuno puote mai tanto in uno

popolo, che tutti i nobili non possano più, se egli

s' accordano con buona fede alla pubblica salute. Ma

io non lascerò in voi la mia usanza : io vi perdonerò

benché non ne siate degni, non guardando che con-

venga a voi', ma che deasi a me. Voi avete peccato

e voi medesimi vi avete dato la pena del peccato, della

quale io contento non vi darò altra pena. Dati gli sta-

tichi, la pace si conviene. Le altre cittadi, che erano

in congiurazione con quegli, seguirono il suo esempio,

e domandando perdonanza trovarono simile benigni-

tade. E già ogni cosa pareva pacifica e quieta di quello

che toccava ai pubblici movimenti , salvo i Treveri

i quali non avrebbono mai obbedito, se non per forza.

Deliberò mandare a quegli Labieno con due legioni.

Restavano ancora alcuni singolari movimenti delle

gravi guerre di alcuni speciali uomini , come suole

rimanere delle gravi infermitadi alcuno dolore per le

membra , i quali movimenti procedevano da questa o

da quella cittade per ninna altra cagione, se non per

sottrarsi dalla signoria de' Romani, alla quale egli non

potevano contrastare e non si degnavano obbedire :

e intra queste fatiche avevano preso per rimedio di

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