Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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le quali «rano dette le Armorice, le quali volontaria-

mente si sottoniisono alla signoria de' Romani, le quali

tutte cose furono fatte per Gaio Fabio. Ma Gaio Ca-

ninio assediò prima Drappete Senone e Lutterio Ca-

durco, arditissimi e nocentissimi uomini, i quali, adu-

nata moltitudine di servi e bandeggiati e rubatori

erano usati turbare le scorte de' Romani e di rubare

per lo paese ai confini de' Cadurci ; dappoi assalì que-

gli che erano intenti a portare la vettovaglia a Ver-

selloduno (cosi aveva nome la terra, dove egli erano

assediati) e sbattè sì Lutterio, che fuggendo elio con

molti pochi, poco meno tutti i suoi furono morti, per-

chè i cavalieri romani non curavano avere vivo alcuno

di quegli scellerati rubatori. Tanta mortalità fu final-

mente, che non ne rimase uno, che portasse la no-

vella a Drappete, il quale, come io penso, non sapendo

il fatto, stando nel campo e forse aspettando il com-

pagno, con simile danno fu sconfitto per lo subito

assalto de' nimici. Questa differenza vi fu, che 1' altro,

.perendo i suoi, era partito; costui venne vivo nelle

mani de' nimici, e pochi dì poi , o che elio il facesse

per lo dolore di essere preso e per odio della sua

fortuna, o che elio il facesse per paura di più grave

pena, non volendo mangiare, per fame finì la sua vita.

Fatte queste cose virtuosamente e avventuratamente

per li legati, Cesare, lasciato Marco Antonio con gente

nei Bellonati , acciò che non nascesse alcuno nuovo

tumulto, per sé medesimo andò ad altre terre, e chia-

mati i popoli a parlamento, quotò molte cose da ogni

parte turbate con magnifica e dolce orazione , nella

qual cosa elio avanzò tutti i principi che mai furono,

e fu uguale agli eccellentissimi oratori. Perchè elio

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