Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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ogni parte, che alle opere non si poteva aggiugnere

alcuna cosa, e sentendo che gli assediati avevano ab-

bondanza d' ogni cosa, tentò di torgli 1' acqua, e di

dare altro corso al fiume, che scorreva presso il monte.

E non potendo fare questo , perchè la natura glielo

negava, sforzossi almeno fare che i ni mici non andas-

sono al fiume ; e posti dall' una ripa balestrieri, dal-

l' altra serrò il passo. Ma era una fontana viva ed

abbondante non lungi dalle mura del castello : questa

per ninno modo pareva che gli si potesse torre, per-

chè il combattere era pericoloso ai Romani per la for-

tezza del luogo. Ma pure elio fece con grande lavorio

e con lo combattere continovo che i nimici andavano

per r acqua con grande fatica e pencolo, onde per la

sete morivano moltissimi uomini, non che morissono

le bestie. E per questo non si movevano punto dal

suo proponimento , ma , per cacciare pericolo con pe-

ricolo , gittavano fuoco negli edifici de' Romani con

sevo e con pegola, e così vendicavano la sua sete con

r altrui ardere. E in quello luogo combattevano i Ro-

mani aspramente contro al fuoco e contro alle lancia

e contro alla malvagità del luogo, e tanto più calda-

mente , quanto egli combattevano di pii^i alto luogo ,

perchè la prodezza e la viltà di ciascheduno era ve-

duta dal capitano e da tutto 1' oste. Ma perchè la cosa

era assai faticosa, e continovamente molti de' Romani

erano feriti. Cesare pensò altra via, e, lasciata la bat-

taglia disuguale e dannosa, fatte cave sotterra, era

già venuto alle vene della fontana , le quali rotte e

volte per altra via, subito la fontana si seccò. La qual

cosa indusse gli assediati in tanto dolore e in tanta'

ammirazione, che non credevano questo essere opera

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