Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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consolato, di l'are inquisiziono contro a lui e di far-

gli torre il suo esercito, se elio venisse allo ufficio,

con lo aiutorio di Pompeo e di Marco Crasso tolse il

suo avversario dal consolato, e ottenne che il suo im-

perio gli fosse allungato cinque anni. Le quali cose

ottenute, prese una fidanza che ninna cosa gli fosse

innpossibile, e per sua autoritade fece scrivere nuove

legioni, e non temeva fare alcuna cosa che gli cadesse

in animo. Delle quali cose io non assolvo Cesare da

biasimo. Perchè non niego che elio fece alcune cose,

per le quali indusse Roma libera, anzi donna d^d mondo,

prima in ammirazione, poi in ira. Cominciò a fare uno

tempio di grandissima spesa delle ruberie, le quali non

erano sue, ma del popolo di Roma. La disciplina della

milizia, la quale si soleva insegnare per lo comune,

elio la ridusse a sé , che ella s' insegnasse privata-

mente per suo arbitrio ; la quale cosa , benché forse

di ragione gli fosse stata lecita, come a colui il quale

non aveva pari in quella scienza, nientemeno era con-

tro le leggi e contro i costumi de' passati , de' quali

i Romani erano stati sempre grandissimi osservatori.

In tutto il tempo raddoppiò il soldo alle legioni : la

qual cosa, benché ella fosse gratissima all' oste, e che

lo avesse fatto molto caro ai cavalieri , sicché niuno

mai fu più caro a quegli, nientemeno non è da dubi-

tare che quella fu grandissima spesa alla repubblica.

E queste cose fece intra i suoi. E appresso gli strani

re e genti fece meravigliose cortesie senza licenza del

senato e del popolo, non come capitano del popolo di

Roma ,

ma

come signore o re , e non solamente in

Italia e m Gallia e in Ispagna, ma ancora mandò doni

grandissimi e aiutorii in Asia e in Grecia, e le sue

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