Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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la virtù di lui ; la qual cosa si trova, che Cesare con-

tro a lui alcuna volta disse mordacemente vituperan-

dolo. Certamente quando e come elio si partisse , e

come olio consentisse a quegli che confortando il chia-

mavano , io non trovo , se non che nel settimo libro

delle pistole di Tullio ad Attico in quello tempo, che

queste cose si facevano nella repubblica, è così scritto :

Labieno è partito da Cesare. E incontanente nell' altra

pistola dice : Certo è che Labieno è partito da lui.

E dietro a poche parole, parlando di lui e di Ce-

sare insieme, dice : Già lungo tempo ninno è più fa-

moso fallo : il quale niente altro fece , se non che

diede a lui dolore ; ma

eziandio penso alcuno utile

alla somma del fatto. E poco dappoi dice : Labieno ,

uomo grande a mio parere, venne a Teano, e in quello

luogo si presentò a Pompeo e ai consoli. Quello che

fu detto e quello che fu fatto scriverò , come avrò

certo messo , a te. E ancora dice : Alquanto di ani-

mosità pare che Labieno ci abbia dato. E finalmente

trattando di Pompeo dice : Elio ha con se Labieno ,

il quale non dubita della insufficienza della gente di

Cesare. Nel quale non dubitato giudicio erasi molto

ingannato, come lo effetto mostrò. E benché non sia

al postutto chiaro il modo del partire, questo si trova

certo, che per questo Cesare ebbelo d' amico duro ni-

mico, ma non dannoso, e da lui fu dispregiato quasi

con tutti i fuggitivi. Perchè come dice Tullio, il quale

per sua sentenza aveva detto lui grande uomo, incon-

tanente nel prossimo libro dice : In Labieno è poco di

dignità. Onde dal principio dice che pensa che elio già

si penta essere fuggito, perchè trovò Pompeo e i con-

soli e tutta la possanza della repubblica sparta per

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