Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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legge comune di tutti, nianteuieno Cesare era esente

da quella legge. Adunque quella eccezione era tolta

via. E non contento il consolo della ingiuria nella per-

sona di Cesare, giudicò essere la togliersi la conces-

sione anche a quegli, ai quali Cesare aveva fatto dono

di città, confessando che ella era cupida e grande.

Per queste cose turbato Cesare, e non senza cagione,

e pensando quello, che spesso elio soleva dire secondo

la nominanza, che molto più faticoso e più difficile è

abbassare uno che abbia signoria dal sommo grado

della dignità al mezzo, che dal mezzo all' ultimo, de-

liberò di non consentirlo, come aveva fatto Affricano

maggiore, ma contrastare alla invidia, e innanzi tur-

bare ogni cosa , che a esempio di colui , benché elio

sia molto da lodare, elio non vinto dai nimici voglia

esser vinto dai cittadini e morire in esilio. E nondi-

meno elio non corse alle armi, ma perfino che elio

ebbe speranza di agire più con la ragione che con la

guerra , pazientemente e , dirò meglio , dissimulando

deliberò posare e comportò ogni cosa ; e perchè elio

ancora non era offeso se non in parole, apparecchiando

difesa di parole, acquistossi con molti e grandi doni

r altro consolo e Gaio Curione animosissimo ed elo-

quentissimo del collegio de' tribuni , acciò che non

raancassono nel senato o al popolo difenditori della sua

questione. E già molti temendo la potenza di Cesare ed

eziandio alcuni quella di Pompeo, spesso quello mede-

simo Curione aveva proposto al senato, che assolvesse

tramendue da capitananze, e che egli tornassono a vi-

vere a modo de' cittadini, e così la repubblica sarebbe

sicura e libera; e questo elio si sforzò di fare, non

solamente come sollecito, ma come certo della volontà

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