Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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di Cesare, il quale per sue lettere domandò al senato

questa medesima cosa , o che il benefìzio del popolo

romano gli fosse salvato intiero, cioè la capitananza

secondo le leggi, o almeno gli altri capitani fossono

ridotti a quella medesima condizione, e che egli la-

sciassono la sua gente. La qualo^ cosa elio domandava

con maggiore fidanza, secondo che alcuni pensavano,

perchè volendo non dubitava di rifare più lievemente

a suo servigio 1' oste di vecchi cavalieri, che Pompeo

di nuovi : tanta amistade senza alcun dubbio elio aveva

contratta con i vecchi cavalieri per lunga usanza e

grande dimestichezza, perchè elio era piacevole e pi-

gliatore d' animi. Ma non ottenne per sé né per i tri-

buni quello, che elio addimandava, contrastando quegli

i quali favoreggiavano la parte avversa, i quali non

potevano sostenere che alcuno fosse pari a Pompeo.

Avvenne in questo tempo una deliberazione del senato

giusta a prima vista, ma veramente iniqua, cioè che

due legioni fossono mandate alla guerra di Partia,

una di quelle di Cesare, l' altra di quelle di Pompeo.

Ed ecco giustizia nelle parole, ed ecco ingiustizia nei

fatti. Perchè avendo Pompeo prestato per l' amistà a

Cesare una delle sue legioni, deputò quella alla guerra

di Partia con parole, ma non con 1' anfmo , e quella

ridomandò. Cesare gliela rimandò e gli mandò una

delle sue. E così si accorse ogni uomo che a Cesare

furono sottratte due legioni e a Pompeo niuna. Pure

elio se lo comportò , e ancora elio volle patteggiare

con gli avversarli, che, lasciata la Gallia transalpina

e otto legioni, rimanessegli sola la Gallia cisalpina e

la Schiavonia con due legioni e il nome della capita-

nanza. fino che elio fosse fatto consolo. Finalmente