Le Vite degli uomini illustri;

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Le Vite degli uomini illustri;

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sere giusta contro alla patria; hencliò da altri siano

indotte alcune cagioni meno giuste. Ma il manifesto

odio toglifì la fede della testimonianza. Gneo Pompeo,

genero e nimico di Cesare , diceva che elio , perchè

non poteva compiere le cose cominciate e non poteva

adempire di sé quello che il popolo aspettava, volle

turbare ogni cosa, acciò che la verità non apparisse

nel torbido. Furono alcuni , i quali dissono che elio

temeva essere costretto con grave pena di rendere ra-

gione di quelle cose, che elio aveva fatte nel primo

consolato contro alle leggi , conciosiacosachè Marco

Catone quello ultimo, la cui virtù e gravità lo minac-

ciava non meno terribilmente, che ciascheduno consolo,

diceva e giurava palesemente, che, come Cesare avesse

Tnesso giù 1' ufficio, incontanente elio porrebbe il suo

nome tra i dannati, o che elio fosse sollecito della

pubblica giustizia, o che elio si ricordasse della pro-

pria ingiuria Onde già era sparto nel popolo che quello

avverrebbe a Cesare, cha avvenne a Milone, che cir-

condato da gente armata si difese innanzi ai giudici,

come tratto di prigione. E questa essere stata una

delle verosimili cagioni della guerra, fa palese una

sola sua parola, della quale io dirò in suo luogo. Ad

alcuno parve che Cesare per lo spazio di molti e molti

anni usato a signoreggiare disparò a vivere a modo

di cittadino, e solo per cupidità di signoreggiare avere

consentito le civili battaglie. Questa pare che fosse

la opinione di Tullio, il quale alcuna volta fu molto

suo amico, e finalmente nimico, il quale dice nel Libro

degli Ufficii , che Cesare ebbe sempre in bocca quei

versi di Euripide, i quali elio esponeva cosi in Latino :

Se si debbe fare forza alla ragione, dessi fare forza

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